F.A.Q. (domande frequenti)

Nell’applicazione dell’iva Savno si attiene scrupolosamente alle previsioni normative di volta in volta introdotte dal legislatore nazionale applicandole in conformità alle istruzioni e direttive ricevute dagli enti pubblici di riferimento.

In particolare:

1) Con l'art. 49 del D. Lgs. n. 22/1997 è stata introdotta nell'ordinamento la “tariffa di igiene ambientale” (cd. “TIA1” o “tariffa Ronchi”), in sostituzione della previgente tassa per lo smaltimento dei rifiuti (TARSU): i Comuni serviti da Savno ne hanno quindi deliberato l'istituzione sin dai primi anni 2000, stabilendo – come poi in effetti avvenuto – che essa fosse applicata mediante un sistema puntuale di tariffazione, ossia con determinazione della parte variabile della stessa sulla base degli svuotamenti rilevati del contenitore del rifiuto secco residuo.

                Sulla base dei dati rilevati Savno ha quindi inviato alle varie utenze le fatture inerenti i costi del servizio con applicazione dell'IVA, ritenendosi che la “TIA1” non avesse natura tributaria bensì corrispettiva (in tal senso si era invero espressa la prima giurisprudenza intervenuta in materia, nonché lo stesso Ministero dell'Economia e delle Finanze, da ultimo con Circolare n. 3/DF, prot. n. 23148, dell'11.10.2010).

2) E' quindi seguita l'introduzione, ad opera dell'art. 238 del D. Lgs. n. 152/2006, della “tariffa per la gestione dei rifiuti urbani” (cd. “TIA2”): tariffa che il legislatore,  con la norma interpretativa di cui all'art. 14, comma 33, del D.L. n. 78/2010 (mai abrogata né dichiarata incostituzionale), ha stabilito avere natura non tributaria.

                A decorrere dall'1.1.2011, i Comuni consorziati nel C.I.T. TV1 hanno quindi previsto l'istituzione/applicazione della predetta tariffa, con modalità operative di esecuzione del servizio, e di fatturazione/riscossione della stessa nei confronti degli utenti, che sono rimaste invariate rispetto a quanto precedentemente attuato in regime di “TIA1” (raccolta differenziata “porta a porta” con sistema di rilevazione puntuale degli svuotamenti del rifiuto secco residuo, nonché applicazione dell'IVA sulla tariffa).

3) In seguito, con l'art. 14 del D.L. n. 201/2011, è stato istituito, a decorrere dal 1° gennaio 2013, il “tributo comunale sui rifiuti e sui servizi”, a copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, e dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni (cd. “TARES”).

                Per quanto attiene alla componente tariffaria diretta alla copertura dei costi del servizio rifiuti, il comma 29 del citato art. 14 ha stabilito che “i comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico possono, con regolamento, prevedere l'applicazione di una tariffa avente natura corrispettiva, in luogo del tributo”.

                Ancora una volta i Comuni serviti da Savno hanno quindi istituito, con effetto dall'1.1.2013, ed in applicazione delle norme sopravvenute, la tariffa corrispettiva a copertura dei costi del servizio di gestione dei RSU e assimilati, in tal modo legittimamente proseguendo il sistema di gestione già precedentemente attuato con positivi risultati, sulla base di un metodo puntuale di tariffazione (che prevedeva dunque l'applicazione dell'IVA, trattandosi appunto di tariffa corrispettiva e non tributaria).

4) Da ultimo, con l'art. 1, commi 639 e ss., della L. n. 147/2013 è stata istituita l'imposta unica comunale (IUC), composta dall'imposta municipale propria, dal tributo per i servizi indivisibili, e dalla tassa sui rifiuti destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento degli stessi.

                Con riferimento alla componente della IUC destinata alla copertura dei costi del servizio rifiuti, il comma 668 del citato art. 1 ha parimenti consentito, ai comuni che avevano realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico, di prevedere con regolamento l'applicazione di una tariffa corrispettiva in luogo del tributo TARI (“I comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico possono, con regolamento di cui all'art. 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997, prevedere l'applicazione di una tariffa avente natura corrispettiva, in luogo della TARI”).

                In recepimento di tale ulteriore modifica normativa, i Comuni serviti da Savno hanno dunque istituito la tariffa corrispettiva per la copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani, speciali ed assimilati, approvando anche i corrispondenti regolamenti (poi aggiornati anche per il tramite del Consiglio di Bacino “Sinistra Piave”): anche con riferimento a quest'ultimo prelievo, in ragione della sua natura corrispettiva e non tributaria, si è doverosamente applicata l'IVA.

5) Valga infine precisare che con D.M. 20.4.2017 del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, in attuazione dell'art. 1 comma 667 della L. n. 147/2013, sono stati stabiliti i “Criteri per la realizzazione da parte dei comuni di sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico o di sistemi di gestione caratterizzati dall'utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione del costo del servizio, finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso a copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati”.

                Orbene, i regolamenti approvati dai Comuni e dal Consiglio di Bacino “Sinistra Piave” risultano pienamente conformi alle previsioni del predetto D.M. 20.4.2017, in quanto la misurazione puntuale della quantità di rifiuti è effettivamente ottenuta determinando il volume della quantità del Rifiuto Urbano Residuo (RUR); l'identificazione dell'utenza cui è associata la misurazione puntuale avviene in modalità diretta ed univoca, attraverso dispositivi elettronici di controllo integrati nel contenitore; la stessa misurazione è effettuata in via indiretta con determinazione del volume dei rifiuti conferito determinato dalle dimensioni del contenitore assegnato ed esposto (cfr. artt. 4, 5 e 6 del D.M. 20.4.2017).

                E' rimasta pertanto confermata, anche in esito all'emanazione del citato Decreto Ministeriale, la correttezza dell'operato degli Enti pubblici che hanno previsto l'applicazione della tariffa corrispettiva, e conseguentemente anche l'operato di Savno che su detta tariffa non tributaria ha obbligatoriamente applicato l'IVA.

6) Si precisa ed evidenzia infine, per doverosa completezza di informazione, che qualora i Comuni serviti da Savno avessero istituito il tributo, anziché la tariffa corrispettiva, nessun concreto vantaggio sarebbe in ogni caso derivato agli utenti.

                In tal caso, infatti, i medesimi Comuni avrebbero dovuto necessariamente inserire nei bilanci comunali le previsioni di entrata/uscita inerenti i costi del servizio di gestione dei rifiuti, e di riscossione del tributo.

                Ciò significa che Savno non avrebbe potuto ricevere remunerazione delle proprie prestazioni direttamente dall'utenza (come invece può fare in regime di TARI corrispettiva); ma avrebbe dovuto fatturare le stesse prestazioni all'Ente comunale, applicando l'IVA che – non risultando recuperabile/scaricabile dall'Ente stesso - sarebbe a quel punto divenuta una componente dei costi del servizio, da ricomprendersi necessariamente e preventivamente nei Piani Finanziari, e da coprire con il prelievo tributario.

                In conseguenza l'IVA – pur se non evidenziata - avrebbe comunque costituito una componente (indistinta) del costo del servizio, che avrebbe dovuto trovare copertura mediante la riscossione del tributo. Anzi, sotto questo aspetto l'adozione di una tariffa corrispettiva, con applicazione dell'IVA al 10% come per legge, risulta vantaggiosa sia per le utenze non domestiche, le quali hanno la possibilità di scaricarla (operazione che invece non risulterebbe consentita ove il costo dell'IVA non fosse evidenziato); sia per le utenze domestiche, le quali altrimenti si vedrebbero applicata l'addizionale provinciale 3% non già sulla sola quota imponibile, bensì sull'intero importo del tributo comprensivo del costo dell'IVA non evidenziata.

Per le ragioni sopra evidenziate si deve ritenere, allo stato attuale, l'IVA legittimamente applicata sulla base delle disposizioni normative di riferimento; qualora dovessero sopravvenire nuove disposizioni di legge, o indicazioni operative da parte delle competenti Autorità, volte a disciplinare le modalità di eventuali rimborsi, Savno provvederà a darne adeguata informativa all'utenza, provvedendo altresì a rimborsare tutti gli aventi diritto senza necessità di presentare specifiche richieste di rimborso, o di avviare controversie giudiziarie.


Tutti coloro che intendono organizzare una manifestazione o evento pubblico che richiede la pulizia delle strade o piazze in cui si svolge devono rivolgersi all’ecosportello compilando un apposito modulo di richiesta.

Gli Utenti possono rivolgersi presso l'ecosportello del comune di appartenenza o comporre il numero verde 800 098 288.


Chi non è in regola con i pagamenti delle fatture di igiene ambientale riceverà una lettera di diffida in cui verrà ricordato l’importo dovuto, indicati gli interessi moratori, le spese ed il numero di conto corrente presso cui effettuare il pagamento per mettersi in regola, oltre ai decreti legge che permettono, in casi estremi, di passare all’azione legale.
Qualora le ingiunzioni spedite non portassero a buon esito, la società incaricata potrà effettuare una telefonata o recarsi direttamente presso il domicilio dei morosi, passando all’azione legale solo nei confronti dei recidivi.
Se gli incaricati al recupero crediti dovessero recarsi presso il domicilio dei morosi, si renderanno riconoscibili presentandosi con la copia della lettera inviata all’utente, il tesserino identificativo e l’autorizzazione rilasciata dalla questura, onde evitare il pericolo di eventuali truffatori.

 


L’Assemblea dei Sindaci, in data 07/03/2006, dopo aver valutato i termini complessivi degli svuotamenti nell’intero bacino di competenza (ovvero i 44 comuni che appartengono al Consorzio), ha revisionato il numero di svuotamenti minimi finora applicati e li ha abbassati. A meno di nuove indicazioni del CIT, la nuova “franchigia” entrerà in vigore a partire dalla fatturazione relativa al 2006.

Tabella riepilogativa del sistema di svuotamenti minimi (franchigia)
Numero componenti dell'utenza Franchigia annuale in vigore fino al 31/12/2005 (espressa in litri) Franchigia in applicazione dal 2006 (espressa in litri)
1
300
240
2
560
360
3
800
480
4
1040
600
5
1200
720
6 e più componenti
1440
840

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